Dermatite atopica nel cane carlino
Cura

Dermatite atopica nel cane: ecco cosa devi sapere

La Dermatite Atopica nel cane è una malattia della pelle di complicata identificazione, piuttosto frequente e che può essere considerata vizio redibitorio in quanto di accertata natura familiare.
Vediamo di cosa si tratta.

Dermatite Atopica nel cane carlino (e in tutti i cani).

La Dermatite Atopica (DA) è stata per anni un vero rebus, tanto che si è formata una Task Force on Canine Atopic Dermatitis (ITFCAD) che ne ha voluto studiare il comportamento.
E’ la seconda causa di malattia cutanea, preceduta solo dalla dermatite da morso di pulce.

Questo ente ha stabilito e definito la Dermatite Atopica nel cane come:

una patologia infiammatoria pruriginosa, con predisposizione genetica e manifestazioni cliniche peculiari, associata nella maggior parte dei casi alla presenza di IgE specifiche indotte da allergeni ambientali.

Le IgE (Immunoglobuline E) sono un gruppo di anticorpi che si formano tipicamente quando si hanno stati allergici conclamati.
E’ importante sottolineare il fatto che ci sia una predisposizione genetica.
La sua presenza dovrebbe portare alla eliminazione del soggetto portatore dalla riproduzione.
E’ inoltre considerata un vizio redibitorio, cioè una causa di possibile richiesta di risarcimento da parte dell’acquirente nei confronti di chi ha venduto un cane portatore.

Ecco perché è cosi importante conoscerne esattamente l’esistenza.

Gli allevatori devono prendere atto del fatto che non sono da lasciare in riproduzione soggetti che ne sono colpiti, oltre a dover fare attenzione nella scelta di stalloni e fattrici.
I proprietari dovranno richiedere conferma di assenza del vizio.
I veterinari dovranno avere le competenze tecniche per certificarne la presenza in caso di contenzioso.

Fatta questa piccola premessa legale su cui, se vuoi approfondire, puoi leggere questo articolo, passiamo a capirne qualcosa di più.

Perché si instaura la Dermatite Atopica: capiamo la patogenesi.

Non è ancora stato totalmente chiarito il perché si instaura questa malattia.
Pare che siano coinvolti più fattori:

  • fattori allergici a stimoli (allergeni) ambientali, verso pollini, acari ed altro, assunti sia per via inalatoria che per via percutanea (da contatto);
  • diminuita impermeabilità dello strato corneo cutaneo, dovuta a fattori genetici.
  • l’insieme dei due precedenti.

Esistono anche fattori aggravanti possono essere:

  • batteri,
  • Malassezie,
  • pelle troppo secca,
  • fattori psicogeni (stress, stati d’ansia, noia),
  • sudorazione (spazio del cuscinetto plantare)
  • umidità sulla pelle,
  • calura eccessiva.

E’ possibile che una minor protezione dello strato più esterno della pelle agli allergeni, crei la possibilità a questi di penetrare negli strati sottostanti e scatenare la cascata di reazioni immunitarie che portano all’infiammazione e prurito, tanto invalidante da diventare fattore di vero  e proprio stress per l’animale.

Il fattore genetico sembra legato ad una carenza di ceramidi (lipidi intercellulari che legano le cellule le una alle altre, dando l’impermeabilità) così come ad una carenza/difetto della fillagrina, proteina deputata alla formazione dello strato corneo.

Anche infezioni da Malassezia o batteriche (piodermiti) potrebbero inoltre far persistere lo stato infiammatorio.

Quali i cani più predisposti alla Dermatite Atopica, vediamo il segnalamento.

Il segnalamento in una malattia identifica le caratteristiche del soggetto che lo colpisce, è molto importante nella ricerca della diagnosi. Nella Dermatite Atopica è così composto:

  • Età: tipicamente dai 6 mesi fino ai 3/6 anni. Raro che si instauri prima, considerato che ci vuole una sensibilizzazione dell’organismo agli allergeni.
  • Area geografica: zone con molti pollini creano più facilmente manifestazioni di DA, che possono dare sintomi stagionali inizialmente, per poi diventare persistenti.
  • Razza: nonostante non sia stato fatto alcuno studio certificato in tal senso, pare che queste siano le razze maggiormente coinvolte: Beauceron, Boston terrier, Boxer, Cairn terrier, Shar Pei, Cocker spaniel, Dalmata, Bulldog Inglese, Setter Inglese e Irlandese, Labrador Retriever, Cane Carlino, Pastore Tedesco, Scottish terrier, West Highland white terrier e Yorkshire terrier.
    E’ importante notare che la predisposizione di razza varia anche a seconda della regione geografica in cui si trova il soggetto.
  • Sesso: maschi e femmine si ammalano in egual misura.

Sintomi di Dermatite Atopica nel cane carlino e in tutti i cani.

Il primo sintomo della Dermatite Atopica del cane è il prurito. La zona dove il cane si gratta è molto importante e significativa di atopia:

  • muso: area intorno agli occhi, bocca e mento;
  • area interdigitale e palmo della zampa;
  • zona del polso anteriore e posteriore;
  • regione delle ascelle e della faccia interna della coscia;
  • padiglione auricolare;
  • collo, zona inferiore,
  • zona perineale.

Anche un’otite esterna può essere effetto di una DA, nel 5 % dei casi è anzi l’unico sintomo clinico della malattia.

Dal grattamento poi nascono tutte le manifestazioni cliniche che possono indurre a complicanze:

  • escoriazioni,
  • alopecia autoindotta,
  • infezione batterica secondaria (papule, pustole, croste, erosioni),
  • ispessimento dell’epidermide,
  • iperpigmentazione,
  • scolorimento o colorazione del pelo per continuo leccamento.

Le papule sono più caratteristiche del soggetto giovane o che incontra l’allergene per la prima volta, mentre gli eritemi sono dovuti al progredire della malattia e/o alla continua esposizione alla sostanza.

E’ inoltre importante sottolineare che spesso gli animali atopici sono allergici a più sostanze e maggiormente predisposti anche ad allergie di tipo alimentare, rendendo ancor più difficile la diagnosi perché presenta una concomitanza di fattori che ne causano l’insorgenza, in mutamento con l’avanzare della malattia.

Ma allora come si arriva ad una diagnosi di Atopia?

Considerando che questa potrebbe avere una valenza medico legale, è fondamentale che sia fatta attraverso canoni il più possibile standardizzati, ma non è certo facile.
Una volta fatta l’anamnesi, in cui verranno prese in considerazione l’ambiente, la stagionalità, la razza, si procederà come segue.

La diagnosi di dermatite atopica nel cane arriva per step di esclusione in quanto bisogna avere la certezza che si tratta di allergia ambientale e non di altro.
Solo allora si potrà procedere a test allergici.

Negli anni ’80 la diagnosi di DA veniva effettuata considerando 3 fattori predisponenti maggiori e 3 ritenuti di minor importanza.
Oggi, potrebbe essere fatta considerando 8 segni (metodo consigliato da Favrot et al., che integra un metodo utilizzato dalla Task Force di cui abbiamo parlato più sopra e rendendola ancora più specifica).
Se sono presenti almeno 5 di questi, si ha una diagnosi certa all’85% dei casi.
Tali criteri sono:

  1. insorgenza dei segni clinici entro i 3 anni di età;
  2. cani che soprattutto vivono in casa;
  3. risposta positiva ai glucocorticoidi;
  4. insorgenza di prurito, senza le tipiche lesioni;
  5. interessamento della parte anteriore dei piedi;
  6. interessamento delle pinne auricolari;
  7. non interessamento dei margini auricolari;
  8. non interessamento dell’area lombodorsale.

Esistono poi anche delle evidenze istopatologiche (cioè delle alterazioni che possono essere evidenziate a livello cellulare con l’osservazione microscopica) ma queste non sono sufficientemente identificative di atopia da sole.

Ciò che bisognerà fare è prima di tutto escludere malattie che possono mimare un prurito atopico:

Sarà, in questo caso buona norma effettuare comunque un trattamento antiparassitario, anche senza alcuna evidenza di parassiti, in modo da essere certi della loro assenza.

Se il prurito è poi persistente in tutti i periodi dell’anno, bisogna valutare la possibilità di una allergia alimentare, provvedendo quindi a diagnosi differenziale.

Allergia alimentare: come accertarla?

Le allergie più frequenti di origine alimentare sono dovute a proteine di una determinata origine animale o vegetale: ad esempio il pollo, l’agnello, oppure pesce ecc. ecc.
Altre allergie potrebbero essere dovute a lieviti presenti negli alimenti, come contaminanti oppure come ingredienti, oltre che ad acari che possono contaminare i mangimi.

Se si parte da un cibo industriale, si potrà scegliere si, la fonte monoproteica, ma ancora meglio sarebbe utilizzare un alimento con proteine idrolizzate che hanno quindi perso la capacità di dare reazione allergica alcuna.
Una volta accertato il miglioramento del prurito o della sintomatologia, si potrà quindi passare ad un alimento meno lavorato con introduzione di proteine fresche compatibili.

Altra via per l’esclusione delle allergie alimentari è la somministrazione di diete privative.
Tale procedura, implica la somministrazione di un solo ingrediente alla volta per almeno 15/20 giorni e verificare se la sintomatologia diminuisce o peggiora.
Una volta esclusi tutti i possibili componenti, si avrà la certezza che il componente è ambientale.

Solo a questo punto, si potrà dire che si, il cane è affetto da Dermatite Atopica e che c’è quindi la possibilità di evidenziare da cosa sia causata l’allergia, attraverso test di intradermoreazione.

Cos’è il test di intradermoreazione e come funziona?

Il test consiste nell’inoculare sottocute, una piccola quantità di vari allergeni, in una zona di pelle integra (più facilmente il costato) tosata, insieme all’inoculo di sostanze di controllo.
In questo modo si avranno reazioni sia negative che positive e che dovranno essere valutate per affrontare la terapia successiva.

Questo test è da fare con il cane in sedazione (il veterinario farà attenzione a non utilizzare farmaci che interferiscano con il sistema immunitario, creando la liberazione di istamina, che non abbassino la pressione sanguigna e che non abbiano effetto antiistaminico).

Cosa fare prima del test:

  • I trattamenti devono essere tutti sospesi (anche e soprattutto quelli locali);
  • si è esclusa la presenza di ectoparassiti ed i trattamenti contro batteri e lieviti sono stati approntati almeno 3 settimane prima del test;

Il test viene “letto” guardando le reazioni cutanee, intorno ai punti di inoculo, dopo 15-30 minuti e poi rivalutandole in un secondo momento dopo 4 ore, confrontandole con le sostanze di controllo.

Esiste un’alternativa al test di intradermoreazione?

In effetti si, è un test allergico che analizza il sangue del soggetto, un esame sierologico ma che è piuttosto spesso soggetto a falsi negativi o positivi.

Terapia di Dermatite Atopica nel cane.

Essendo la DA una malattia multifattoriale è fondamentale riuscire ad eliminare il maggior numero di cause possibili.

  • Terapia ambientale: abbassare la temperatura degli ambienti, arieggiarli maggiormente per diminuire la presenza di acari, effettuare profilassi antipulci (l’allergia alle pulci colpisce il 70% dei cani con atopia).
  • Terapia attraverso integratori di Omega 3 e 6: gli acidi grassi essenziali riescono nel lungo periodo (dopo 1/3 mesi) ad avere effetti positivi con riduzione fino al 50% del prurito.
  • Terapia antistaminica e con glucocorticoidi locali e sistemici: nonostante gli antistaminici nel cane abbiano una efficaci ridotta, la loro combinazione con i cortisonici, consente di ridurre il dosaggio di questi ultimi.

Negli ultimi anni si è anche trovato un nuovo principio attivo, un farmaco non cortisonico e non antistaminico che, interagendo con il sistema immunitario, blocca il prurito.
L’oclacitinib (questo il principio attivo) può essere una buona soluzione, non definitiva e da non somministrare a lungo termine e comunque sempre sotto stretta sorveglianza medica, per alleviare la sintomatologia, in attesa di arrivare ad una diagnosi certa.

Terapia per la Dermatite Atopica con iposensibilizzazione.

L’iposensibilizzazione, consiste nell’iniettare nel cane, ad intervalli determinati, concentrazioni crescenti dell’allergene individuato dal test.
In caso di risposta positiva alla terapia immunitaria, questa deve essere mantenuta per tutta la vita dell’animale, dal momento che in molti cani si ha una ricaduta recidiva dopo un’interruzione della terapia.
Questo tipo di terapia non è efficace al 100%.

Terapia integrata nella Dermatite Atopica

Essendo la DA una malattia causata da allergeni di tipo ambientale, difficili da eliminare completamente sarà necessario, insieme alla terapia tradizionale dare la possibilità all’organismo di reagire con interventi che lo rendano più forte contro l’agente esterno.

Alimentazione nella Dermatite Atopica

E’ soprattutto attraverso la dieta che si può fare il lavoro più importante:

  • diminuire il più possibile sostanze tossiche e/o allergizzanti (purtroppo tipiche degli alimenti industriali di scarsa qualità, ricchi di conservanti, derivati ed altre sostanze che sono poco controllabili);
  • preferire una dieta casalinga, in cui è possibile verificare le sostane ingerite;
  • integrare l’alimentazione con acidi grassi essenziali, per migliorare l’integrità dello strato cutaneo.
    Tra questi l’olio di salmone e di semi di lino sono certamente molto adatti.
  • Migliorare la flora batterica intestinale, attraverso la somministrazione di fermenti;
  • Migliorare la funzionalità epatica con drenanti del fegato, che lo aiutino a depurare l’organismo dalle sostanze tossiche.
  • Anche l’omotossicologia in questo caso può risultare molto utile. Esistono dei depurativi del fegato e delle terapie contro le allergie che risultano particolarmente efficaci (in questa nota ne ho trovato di efficaci per le riniti allergiche umane ma potrebbero essere tranquillamente applicate anche nei cani in caso di DA)

Trattamenti locali per la Dermatite Atopica

Soprattutto se la DA e dovuta a sostanze che entrano per contatto nell’organismo, sarà una corretta igiene del cane a dover essere presente.

  • Utilizzare antibatterici naturali ad uso locale, che mantengano la pelle giustamente idratata (ti ricordo che nella DA una delle conseguenze è la presenza di pelle secca) e che possano tenere pulita la sua cute, come ad esempio il guanto agli ioni d’argento;
  • spazzolare frequentemente il cane in modo da asportare velocemente gli allergeni;
  • fare shampoo lenitivi, sia antibatterici che contro la diffusione di lieviti come la Malassezia;
  • se la DA è da morso di pulce utilizzare antiparassitari possibilmente di origine naturale per non aggravare lo stato di salute della pelle;
  • per lenire il prurito dovuto anche all’irritazione della pelle, utili sono anche le creme agli ioni d’argento e gel con oli essenziali per dare sollievo al cane.

Bene per oggi è tutto.
Spero di averti chiarito le idee su questa complicata malattia.
Ringrazio l‘ambulatorio Veterinario Fiocco Scalvi per la consulenza prestata.

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Bibliografia

  1. Dermatite Atopica nel cane e nel gatto. Diagnostic Update Idexx
  2. Dermatite Atopica nel cane, criteri diagnositi clinici e test allergologici. Rosanna Marsella (Quaderni di dermatologia)
  3. Dermatite atopica canena e felina. Massimo Beccati – Virbac News – Speciale dermatologia

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