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Il mistero del carlino tigrato: rarità o fake?

Lo standard ENCI del carlino moderno prevede solo ed unicamente i colori: nero, fulvo, albicocca e argento, dunque, secondo questi parametri, ogni carlino che non rispecchi queste colorazioni non è da considerarsi puro.

Non è insolito però imbattersi nei carlini tigrati e non c’è colorazione più discussa di questa.

La polemica sul fatto che il carlino tigrato sia puro o sia frutto di incroci non è nuova ed è tutt’oggi ancora accesa in tutto il mondo.
In questo articolo cercherò di far chiarezza portando alla tua attenzione sia le ragioni di chi lo ritiene puro, sia le ragioni di chi dice che non lo è. Questo perchè, purtroppo, è impossibile dimostrare una tesi piuttosto che un’altra data la storia nebulosa che riguarda le origini del carlino.

Storia del carlino tigrato

I carlini sono originari della Cina dove vivevano nella corte dei più importanti imperatori; proprio qui venivano allevati e tenuti nel rispetto della tradizione.
Durante il regno di Qin Shi Huang (221-210 a.C.), primo imperatore cinese, tutti i documenti e i dipinti relativi alla vera origine del carlino vennero distrutti in un rogo, senza un apparente motivo.

Per questo motivo, la nascita del carlino rimane un mistero e i sostenitori del carlino tigrato non escludono che le origini di questa colorazione si celino nella sua storia.

I difensori dei carlini tigrati dicono che anche il carlino nero è stato all’inizio, visto come una malformazione e quindi abbattuto, ma poi ha ricevuto il riconoscimento ufficiale.
Gli oppositori sostengono che questa colorazione non poteva essere ottenuta senza l’incrocio con un’altra razza di cane tigrato.

Nel suo libro del 1934 sulle razze canine, l’autore Robert Leighton descrisse alcuni Carlini con “macchie di leopardo”.

Se egli si riferisse a carlini tigrati o carlini macchiati, non è chiaro.
Esistono raffigurazioni di Carlini macchiati, ma è difficile dire se siano l’esempio di licenza artistica adottata dagli autori delle opere o vere rappresentazioni della realtà.

Nel suo libro sui cani in Gran Bretagna e Irlanda del 1894, Briggs Lee cita un Carlino “in una certa misura nella forma pezzata”, che era appartenuto a una contessa ungherese, e che faceva parte della dinastia Willoughby.
Secondo lo stesso autore tutti i Carlini Willoughby discendono dalla coppia formata da questo cane e una cagna di colore fulvo.

Ceramiche che ritraggono due carlini macchiati

“Un Carlin”, Jean-Baptiste Oudry 1730 – Pittura commissionata da Luigi XV

Nel 1702 l’artista Leonard Knyff dipinse il quadro “Old Virtue” che ritrae, secondo alcuni, un possente Carlino tigrato. Per questo motivo, i sostenitori di questa colorazione, ritengono che il colore tigrato sia nato con la razza e ritengono che il gene sia rimasto incorporato nella razza.

“Old Virtue”, 1702 Leonard Knyff

“Bridle pug” Anonimo, 1800

Il carlino tigrato in America

Anche se questo colore è ancora oggetto di grandi controversie, alcuni allevatori negli Stati Uniti e in Canada si stanno specializzando in questa colorazione e alcuni esemplari di carlini tigrati sono stati recentemente registrati all’AKC (anche se non possono essere mostrati nei ring di gara). 

Tuttavia il colore tigrato non è accettato nè dal Pug Dog Club of America, né dal Pug Club of Canada, che sono l’organo di governo dello standard del carlino negli USA e nel Canada.

Gli allevatori stanno ancora studiando questa colorazione e stanno cercando di scoprire di più su questa mutazione.

Le ragioni dei sostenitori della colorazione tigrata si rifanno alla storia del carlino per le ragioni che ti ho spiegato poco sopra.

Sono ben più tecniche le spiegazioni di chi ritiene che questa mutazione sia dovuta ad una mescolanza di altre razze con quella del carlino, permettendo di conservare i tratti pug attraverso diverse generazioni di incroci. 

La genetica non è cosa per tutti, neanche per me, quindi mi limito a riportarti la spiegazione di alcuni importanti allevatori di carlini.

Secondo l’allevatrice americana Lisa Paris-McComb di Lone Star Pug Tails, è una questione di genetica. I colori non standard come il carlino bianco e il carlino tigrato, che sono emersi negli ultimi 15 o 20 anni, non sarebbero puri:

Ho allevato carlini per più di 20 anni. Ho avuto molte cucciolate con una varietà di colori dal fulvo al nero all’albicocca. Non una volta è nato, nelle mie cucciolate, un carlino bianco o un carlino tigrato.

Proprio come con la genetica umana, ogni cucciolo di carlino ottiene un gene cromatico da ciascun genitore per un totale di 2 geni del colore del pelo. In questa razza, il colore fulvo è il tratto genetico recessivo mentre il nero è il tratto dominante del gene.

I carlini possono essere neri ed essere portatori del gene recessivo fulvo, che si presenterà nella propria cucciolata se accoppiato con un carlino fulvo o un altro carlino nero con il tratto recessivo del gene fulvo. 

Allo stesso modo del nero, il tigrato è un gene dominante, nel senso che, se fosse naturale, “prenderebbe il sopravvento” sull’intera razza, rendendo i fulvi e i neri quasi inesistenti.

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